“Bollinata” dalla Ragioneria generale la bozza del Decreto Sostegni, che sarà sottoposta al parlamento.

In data 19 marzo è stato approvato dal CdM il Decreto Sostegni con entrata in vigore sin da subito, ma con la possibilità di modifiche da parte del Parlamento.
Questo prevede uno stanziamento di 32 miliardi di euro per il potenziamento degli strumenti che potranno contrastare la crisi dovuta al COVID-19, cercando di contenere l’impatto socio-economico dovuto alle restrizioni.

In dettaglio, il Decreto prevede 5 ambiti principali a cui si rivolge:

  • Sostegno alle imprese e agli operatori del terzo settore, dove si vede ridefinito il contributo a fondo perduto con novità per ciò che riguarda accesso ed erogazione;
  • Lavoro e contrasto alla povertà, con misure per il sostegno al reddito dei lavoratori e il blocco dei licenziamenti, indennità ai lavoratori stagionali del turismo ed il rifinanziamento del Reddito di Cittadinanza e Reddito di emergenza;
  • Salute e sicurezza, che mira ad intervenire sulla campagna vaccinale cercando di coinvolgere le strutture alberghiere e ricettive fino al 31 maggio 2021;
  • Sostegno agli enti territoriali, con ristori diretti a comuni, province ed enti territoriali;
  • Ulteriori interventi settoriali, con supporti per settori come istruzione, cultura, spettacolo, filiere agricole e settore fieristico.

DECRETO SOSTEGNI: NUOVO CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO

L’art. 1 del Decreto Sostegni definisce il nuovo contributo a fondo perduto per imprese e professionisti che vuole ottimizzarsi eliminando i riferimenti ai codici ATECO e inalzando la soglia massima di fatturato per poterci accedere.

Il limite di 5 milioni di € di fatturato è stato eliminato con un nuovo limite fissato a 10 milioni di €, non prevedendo più alcuna limitazione al tipo di attività esercitata o all’ordine professionale di appartenenza, con relativa Cassa di previdenza.

Soggetti beneficiari

Chi potrà usufruire del nuovo contributo a fondo perduto sono i titolari di partita IVA residenti o stabiliti nel territorio Italiano, e che svolgono attività d’impresa, arte o professione o che producono reddito agrario, o enti non commerciali e del terzo settore.

Soggetti esclusi

Esclusi dal beneficio sono:
– soggetti cui attività risulti cessata alla data di entrata in vigore del Decreto Sostegni;
– soggetti che hanno attivato la partita IVA dopo l’entrata in vigore del Decreto;
enti pubblici di cui all’art. 74 TUIR e gli intermediari finanziari e società di partecipazione di cui all’art. 162-bis TUIR.

Condizione per la fruizione

La condizione necessaria per richiedere il nuovo contributo è aver subito perdite di fatturato o corrispettivi, tra il 2019 e il 2020, per almeno il 30% sul calcolato del valore mensile.
Per la determinazione di tale ammontare, come viene indicato all’art. 1 c. 4 del Decreto, bisogna riferirsi alla data di effettuazione dell’operazione di cessione di beni o di prestazione dei servizi.

Per chi ha attivato la partita IVA dal 1° gennaio 2019, il contributo spetta anche in assenza dei requisiti legati al calo del fatturato.

LE 5 FASCE DI RISTORO

  • Ricavi/compensi fino a 100 mila € > 60%
  • Ricavi/compensi da 100 mila a 400 mila € > 50%
  • Ricavi/compensi da 400 mila a 1 milione di € > 40%
  • Ricavi/compensi da 1 milione a 5 milioni di € > 30%
  • Ricavi/compensi da 5 milioni a 10 milioni di € > 20%

La percentuale si applica sulla differenza di ammontare medio mensile fatturato-corrispettivi 2020 e 2019.

I limiti

  • FATTURATO: possono richiedere e fruire del contributo le imprese con ricavi o compensi non superiori a 10 milioni €, con riferimento al secondo periodo d’imposta antecedente a quello di entrata in vigore del Decreto.
  • L’IMPORTO DEL CONTRIBUTO: non può superare i 150 mila €, e non può essere inferiore a
    – 1000 € per le persone fisiche;
    – 2000 e per gli altri soggetti.

Il testo del Decreto Sostegni è consultabile sul sito della Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

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