Da quando la Commissione Europea è guidata da Ursula von Der Leyen, la sfida ambientale è stata posta sempre in posizioni di primaria importanza nell’agenda comunitaria. 

Attraverso il Nuovo Patto Verde (Green New Deal), sono previsti mille miliardi d’investimenti in 10 anni fra istituzioni, Stati membri, settore pubblico e privato. Scopo? Trasformare radicalmente l’economia dell’UE rendendola entro il 2050 il primo continente a 0 emissioni, raggiungendo la neutralità climatica

Il Green Deal europeo è la nostra nuova strategia per la crescita. Ci consentirà di ridurre le emissioni e di creare posti di lavoro.” Dice la von Der Leyen alla presentazione del piano.
Ci saranno una serie di politiche trasformative e azioni interconnesse e coordinate sia a livello nazionale che europeo per puntare alla decarbonizzazione dell’Europa, che ad oggi rappresenta il 75% delle emissioni inquinanti.

“Il primo passo dell’uomo sulla luna dell’Europa” U. Von Der Leyen

Il patto prevede un piano per rivedere e presentare una serie di nuovi strumenti normativi ed economici, a partire dal Fondo per la transizione giusta utile per aiutare i settori potenzialmente a rischio con la transizione energetica e ambientale a rinnovarsi e riqualificarsi in un’ottica “Green”

Tra gli obiettivi quindi, quello di fornire un supporto specifico ai territori fortemente dipendenti dalle fonti fossili e puntare ad obiettivi più alti in ottica di riduzione delle emissioni inquinanti.

Il 2030 prevede già un riduzione delle emissione del 50%; con l’accordo si punta al 55%.

Il patto verde non prevede solo la riduzione delle emissioni, bensì gli interventi saranno in molti altri settori fondamentali come agricoltura, mobilità sostenibile, economia circolare, efficienza energetica, protezione della biodiversità, edilizia ecosostenibile e una totale trasformazione del sistema di produzione industriale.

Gli investimenti ipotizzati per la transizione energetica e climatica ammontano circa a 260 miliardi di euro l’anno, secondo la Commissione, solo per raggiungere gli obiettivi 2030.

Per sostenere tale flusso di finanziamenti pubblici e privati, l’UE adotterà il Sustainable Europe Investment Plan, un fondo indirizzato ad aiutare a mobilitare nei prossimi 10 anni più di 1000 miliardi di euro di cui gran parte potrebbero essere investiti da InvestEu, programma comunitario già esistente che potrà muovere fino a circa 300 miliardi di euro tra fondi pubblici e privati, da indirizzare esclusivamente a progetti ambientali e climatici.

Anche la Banca Europea si trova in una fase di transizione ecologica da quando ha annunciato lo stop dal 2021 ai finanziamenti alle fonti fossili, dovendo diventare una climate Bank entro il 2025 con un aumento del portafoglio climatica fino al 50%.

LA RIPARTIZIONE DEI FINANZIAMENTI PER PAESE

Attraverso il Fondo per la transizione giusta si punta a partire con il nuovo patto.
Quest’ultimo potrebbe avere a disposizione 7,5 miliardi dal bilancio UE 2021-27  che verranno ridistribuiti nei vari Paesi membri in base alle necessità economiche di ognuno con lo scopo di raggiungere la neutralità.

I primi dati resi noti da Bruxelles hanno stimato la seguente ripartizione del fondo in milioni di euro:

  • Italia: 364
  • Belgio: 68
  • Repubblica Ceca: 581
  • Danimarca: 35
  • Germania: 877
  • Estonia: 125
  • Irlanda: 30
  • Grecia: 294
  • Spagna: 307
  • Francia: 402
  • Croazia: 66
  • Cipro: 36
  • Lettonia: 68
  • Lituania: 97
  • Lussemburgo: 4
  • Ungheria: 92
  • Malta: 8
  • Olanda: 220
  • Austria: 53
  • Polonia: 2.000
  • Portogallo: 79
  • Romania: 757
  • Slovenia: 92
  • Slovacchia: 162
  • Finlandia: 165
  • Svezia: 61

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER PER ESSERE SEMPRE AGGIORNATO SULLE NOSTRE NOVIT